Ricerca-Azione | Agroecologia e sperimentazione
Diversificazione produttiva, canali di vendita e scelte economiche

1: Pianificazione: prima fase della ricerca-azione
Lavoro in gruppi e focus group del giorno 1
Azienda analizzata
Abstract
L’azienda agricola Querceta opera nel territorio di Putignano, in un contesto rurale tipico della Murgia pugliese, caratterizzato da una forte tradizione agricola e zootecnica ma anche da criticità legate ai cambiamenti climatici, alla scarsità idrica e alla progressiva riduzione della fertilità dei suoli. Fondata nel 1980, l’azienda nasce con l’obiettivo di valorizzare il rapporto diretto tra produttore e consumatore attraverso la produzione di alimenti biologici di alta qualità. Le attività comprendono allevamento bovino e suino, produzione di olio extravergine d’oliva, carne fresca e formaggi ottenuti dal latte degli animali allevati in azienda. Il modello produttivo di Querceta è strettamente collegato agli obiettivi della PAC 2023-2027, in particolare per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il benessere animale, la tutela della biodiversità e il rafforzamento delle filiere locali. L’azienda promuove infatti pratiche di agricoltura biologica certificata, valorizza razze antiche pugliesi e applica sistemi di economia circolare tramite l’alternanza colturale e l’utilizzo del letame come fertilizzante naturale. La principale sfida legata alla tripla transizione ecologica, digitale e generazionale riguarda la capacità di mantenere un’agricoltura sostenibile e tradizionale integrandola con innovazioni tecnologiche e gestionali.
Il problema del ricambio generazionale può essere risolto investendo nella formazione dei giovani e nell’introduzione di tecnologie innovative che rendano il lavoro agricolo più moderno e attrattivo. Le problematiche che interessano maggiormente le regioni meridionali, e che coinvolgono anche La Querceta, sono l’aumento delle temperature e dei periodi di siccità, la diminuzione della disponibilità idrica, il degrado della fertilità del suolo, la difficoltà di attrarre giovani nel settore agricolo e la carenza di manodopera specializzata.
Domande di ricerca
1- Quali tecnologie utilizzate per ottimizzare gli input produttivi e come gestite scarti e residui agricoli?
2- Come bilanciate innovazione e tradizione nelle tecniche produttive? Quali effetti ha avuto l’innovazione su prodotto e occupazione?
3- Collaborate con altre realtà della filiera agroalimentare locale? Con quali obiettivi e modalità?
4- Come promuovete i vostri prodotti? sostenete la filiera corta?
2. Azione: seconda fase della ricerca-azione
Riportare i dati del questionario compilato durante la field visit
Evidenze raccolte sul campo
L'Azienda Agricola "La Querceta" nasce da una scelta precisa: coniugare la produzione di alimenti di altissima qualità con il rispetto dell'ambiente. La struttura opera attraverso un sistema biologico integrato che si estende su una superficie di circa 500 ettari ma in maniera dislocata, dove ogni attività è legata all'altra in un'ottica di vera sostenibilità. Il nucleo centrale dell'azienda è rappresentato dall'allevamento di bovini, suini e caprini, gestito con grande attenzione al benessere animale. In loco è stato possibile vedere in azione il robot di mungitura, uno strumento tecnologicamente avanzato, che ottimizza il processo di mungitura garantendo il benessere animale e alleggerendo/agevolando il lavoro fisico della manodopera.
Da questa filiera interna provengono carni selezionate e una linea di salumi artigianali. Inoltre, grazie a un laboratorio di trasformazione dotato di tecnologie all'avanguardia, il latte aziendale viene lavorato per la produzione di latte alimentare e di diverse tipologie di formaggi. A completare l'equilibrio della Querceta vi sono l'orto e il frutteto aziendali. Coltivati sempre in biologico, sono dedicati esclusivamente all'uso interno e all'autoconsumo: un piccolo ecosistema circolare che garantisce la disponibilità di frutta e verdura fresche e sane durante tutto l'anno.
Tra i punti di forza dell’azienda si riconoscono: 1) l’attenzione al benessere degli animali (pascolo libero, cuccette per il riposo, zona parto); 2) produzione biologica e filiera corta; 3) rispetto e mantenimento della tradizione; 4) offerta di esperienze dirette quali visite guidate dell’azienda – allevamenti, camere di stagionatura (salumi e formaggi), degustazione dei prodotti tipici…
Per quanto riguarda le criticità, 1) costi di gestione degli spazi e 2) attacchi da parte di animali selvatici.
3.Osservazione: terza fase della ricerca-azione
Riportare i dati del quadro logico
Contesto
Bassa offerta di attività da offrire ai visitatori, vie di comunicazioni poco efficienti tra i poli aziendali ed elevate distanze tra i poli aziendali
Obiettivo di cambiamento
Aumentare il numero di visitatori, diversificare il reddito aziendale ed sviluppare la multifunzionalità dell'azienda.
L'azienda dispone di un agriturismo (Essenza), un'area Pic-nic e un punto vendita dove acquistare i prodotti dopo la visita.
Strategia
Avviare attività che promuovono il turismo esperienziale. Incrementare l’offerta dei percorsi esperienziali e assumere una figura professionale che si occupi interamente della cura dei canali di promozione e vendita.
Azioni
- Avviare campagne pubblicitarie mirate ai mercati esterni, al fine di ampliare la clientela internazionale e aumentare la visibilità dell'azienda
- Interventi strutturali di qualificazione dei sentieri che collegano i poli produttivi dell'azienda al fine di migliorare la fruizione degli spazi da parte dei visitatori
- Possibile offerta di soggiorno riservando un’area al campeggio di lusso (glamping).
- Coinvolgere attivamente ai visitatori nelle attività quotidiane dell'azienda agricola; attraverso esperienze pratiche comprese la produzione di salumi e formaggi, la raccolta dei prodotti agricoli e il foraggiamento degli animali al fine di offrire un'esperienza autentica e coinvolgente, mini-laboratori di cucina con lo chef dell’agriturismo, pic-nic e cene al tramonto nei campi.
Fattori esterni
- Minacce: animali selvatici aggressivi incontrollati
- Opportunità: turisti disposti a svolgere attività esperienziali nelle aziende agricole ed elevata presenza di fabbricati rurali abbandonati
4. Riflessione: quarta fase della ricerca-azione
Compilazione sul sito post mini camp
Risorse necessarie e possibili fonti di finanziamento
Diversificazione in Attività Non Agricole (Agriturismo ed Esperienzialità), chiedere dei Finanziamenti per potenziare l’offerta dei “Pic-nic di Querceta” e l’ospitalità rurale (es. bike-station per il cicloturismo, aree attrezzate per glamping o didattica ambientale). Premi per l’Agricoltura Biologica (interventi SRA), chiedere Fondi a superficie e per capo di bestiame per compensare i minori rendimenti legati al mantenimento dei rigorosi standard BIO e DOP.
Per la parte tecnologica Querceta vende già online e usa tecnologie avanzate (es. confezionamento skin), quindi la tecnologia può ottimizzare la filiera rurale ed ecologica con blockchain per la Tracciabilità Alimentare andando ad implementare un sistema a registro distribuito per permettere al consumatore finale (tramite QR Code sul packaging della burrata o del capocollo) di verificare la filiera etica “dal campo alla tavola”.
Dal punto di vista delle risorse umane e delle competenze, l’azienda ha recentemente avviato il piano formativo “Hydro Upcycling SusTenaibility H.U.S.T”, segno che crede nella formazione. Le figure chiave su cui scommettere sono: Digital Export Manager/Specialist, una risorsa interna o in outsourcing per posizionare il brand “Querceta Selection” sui mercati esteri (Nord Europa, USA, emirati), intercettando la domanda di prodotti bio pugliesi premium; Specialista in Sostenibilità e Circular Economy, un agronomo o tecnologo alimentare focalizzato sull’efficientamento delle risorse (es. il recupero idrico e l’upcycling citati nei loro stessi progetti); Social & Experience Manager, una figura dedicata a gestire la community online e l’accoglienza fisica in masseria, connettendo il brand a circuiti di turismo sostenibile (es. tour in bici, esperienze enogastronomiche per stranieri).
Impatto atteso
Economico: L'introduzione delle attività guidate e la qualificazione dei sentieri attireranno una clientela internazionale ad alta capacità di spesa. Questo incrementerà la vendita diretta a filiera corta dei formaggi e dei salumi aziendali, riducendo la dipendenza dai mercati all'ingrosso e stabilizzando il reddito annuale.
Sociale: Coinvolgere i visitatori nel foraggiamento e nei laboratori produttivi valorizzerà la cultura rurale del territorio. Il progetto favorirà l'occupazione locale per la gestione dei flussi turistici e promuoverà l'azienda come modello educativo e culturale.
Ambientale: Il recupero della sentieristica migliorerà la gestione del territorio senza alterarne gli equilibri. Inoltre, l'esperienza diretta sensibilizzerà i turisti sul valore del benessere animale e dell'agricoltura biologica
Replicabilità della soluzione
Definito il concetto di turismo esperienziale che vede il visitatore/turista non solo come un osservatore bensì come protagonista e parte attiva del luogo che sta visitando, la soluzione pensata per l’azienda agricola (il nostro caso) può essere replicata in altri contesti apportando delle modifiche in base al tipo di contesto. Per esempio, laboratori artigianali, in cui gli artigiani e le persone del posto raccontano aneddoti e storie dei loro prodotti e offrono al visitatore la possibilità di workshop pratici, per 1) produrre vasi, 2) tessere con un antico telaio, 3) lavorare il legno, ecc. In un contesto diverso come vigneti e cantine, offrire la possibilità di 4) passeggiate nei campi, 5) degustazioni in vigna o in cantina, 6) vendemmia. L’attività del campeggio di lusso (glamping) può essere organizzata sia in zone rurali che di mare quindi è un’esperienza molto versatile da abbinare ad attività come escursioni o osservazione delle stelle; il cicloturismo può essere articolato su percorsi enogastronomici e storico-culturali. Per contesti quali musei e palazzi antichi, si potrebbe pensare ad una rievocazione storica in cui le persone del posto si travestono e rappresentano eventi accaduti, coinvolgendo i visitatori.
In questo modo il visitatore si sente parte della comunità in cui si trova; l’azienda o, in generale, l’attività, sfrutta la propria multifunzionalità dando al visitatore la possibilità di avvicinarsi e comprendere, ad esempio, tutto il processo che c’è dietro al prodotto finito. Dal punto di vista sociale, il vantaggio potrebbe risiedere nella voglia, da parte delle persone del posto, di raccontare ai turisti cosa ha da offrire il luogo in cui si trovano parlando di storia, cultura e tradizioni fino al prodotto culinario tipico, così da valorizzare e far conoscere il territorio sotto diversi punti di vista.
Riflessione sul metodo
Esperienza del gruppo tutto sommato positiva: è stato possibile osservare da vicino l’azienda, gli animali e i prodotti ottenuti dalla lavorazione del latte e della carne; il gestore e i suoi collaboratori sono stati disponibili e pronti a rispondere ad ogni nostra domanda, ci hanno accompagnati tra i campi spiegandoci cosa stavamo osservando e come vengono gestiti i pascoli nella loro azienda. Nel settore allevamento è stato possibile osservare il robot di mungitura in azione. È stato inoltre possibile osservare il team di lavoro del caseificio durante la produzione di mozzarelle, entrare nelle camere di stagionatura sia dei formaggi che dei salumi. La study visit è stata appassionante e molto interessante, e ci ha guidati dentro la realtà aziendale.
Difficoltà incontrate: la visita guidata è stata interamente svolta senza microfono e in alcuni momenti è risultato difficile ascoltare; la seconda parte della study visit è stata più “faticosa” sia per il caldo che per i tempi ristretti.
Cosa cambiare nel metodo: migliorare la qualità dell’audio (microfonare chi parla e/o munire di auricolari i visitatori); organizzare le study visit in base all’estensione delle aziende da visitare concedendo, quando possibile, più tempo e provando ad introdurre attività pratiche (come quelle citate sopra per i turisti).
Per quanto riguarda il lavoro di gruppo, il progetto ha risentito di una complessa gestione delle tempistiche e delle disponibilità individuali, fattori che hanno inevitabilmente limitato la partecipazione attiva e uniforme da parte di tutti i componenti del gruppo, si potrebbe migliorare nell'aumentare la tempistica durante il minicamp in modo tale da poter lavorare e finire tutti i compiti insieme senza interruzioni .
Lezioni apprese e limiti dello studio
Questa esperienza ci ha permesso di acquisire molte informazioni e conoscenze, soprattutto grazie al suo carattere pratico. Infatti, poter osservare direttamente i processi, gli strumenti e le attività svolte, ha reso l’apprendimento più efficace rispetto ad un approccio esclusivamente teorico. Vedere concretamente ciò che avevamo studiato ha favorito una migliore comprensione e ha contribuito a fissare più a lungo le informazioni nella memoria.
Per quanto riguarda i limiti, il tempo a disposizione è stato relativamente ridotto e questo non ha consentito l’approfondimento di tutti gli aspetti che avremmo voluto osservare. Inoltre, una maggiore disponibilità di tempo avrebbe permesso di comprendere i contenuti con più calma, riflettere sulle informazioni ricevute e assimilarle in modo più graduale e consapevole. La necessità di elaborare molti concetti in un periodo breve ha rappresentato quindi, uno svantaggio, limitando in parte la possibilità di metabolizzare pienamente l’esperienza e le conoscenze acquisite.
5. Materiali e documentazione
Intervista
Fotogallery
Dataset questionario
Foto cartelloni
6. Gruppo di lavoro
Composizione del gruppo
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Funzione |
|---|---|---|---|---|
| Campania | Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli | Mahiesi | Guerrero | caso studio, foto, cartelloni |
| Calabria | Università della Calabria | Serena | Oliveto | caso studio, cartelloni, foto |
| Puglia | Università degli Studi di Bari Aldo Moro | Nicola | Moramarco | caso studio, formulario, cartelloni |
| Molise | UNIMOL – Università degli Studi del Molise | Luana | Della Pace | caso studio, foto, cartelloni |
| Piemonte | Università degli Studi di Torino | Lorenzo | Rabbia | video, cartelloni |
| Abruzzo | Università degli Studi dell’Aquila | ALBERTO | MASSIMI | cartelloni |
| Sicilia | Università degli Studi di Palermo | Piero | Golisano | cartelloni |
| Abruzzo | Università degli Studi di Teramo | Matteo | Cappellacci | cartelloni |
Validazione elaborato da parte del docente/tutor
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Ruolo |
|---|---|---|---|---|
| Campania | Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli | giovanna | battipaglia | Tutor |





























