Ricerca-Azione | Agroecologia e sperimentazione
Integrazione tra allevamento, agricoltura ed energia: il modello sostenibile di Azienda Agricola Fedeli

1: Pianificazione: prima fase della ricerca-azione
Lavoro in gruppi e focus group del giorno 1
Azienda analizzata
Abstract
L’azienda agricola analizzata nel seguente caso studio è l’Azienda agricola Fedeli nata nel 1909 a Locate Triulzi (MI), nella storica Cascina Resentera, e rappresenta una vera e propria realtà agricola multifunzionale in grado di integrare coltivazione di riso, allevamento bovino da latte e produzione di energia rinnovabile. L’azienda opera in un contesto produttivo soggetto a diverse trasformazioni di cui economiche, ambientali e sociali che sono molto frequenti nel settore agricolo odierno. L’analisi svolta durante il mini Camp ha evidenziato che la principale sfida dell’azienda sia gestire la tripla transizione ecologica, digitale e generazionale. Per quanto riguarda il punto di vista ecologico l’obiettivo di questa impresa è riuscire a garantire produzioni sostenibili in un contesto, che, è continuamente ostacolato dai cambiamenti climatici e dalla necessità di tutelare le risorse naturali. Analizzando il fronte digitale, osserviamo l’adozione di nuove tecnologie e innovativi sistemi di gestione, che, però aumentano l’efficienza produttiva, ma con notevoli investimenti e costi elevati di manutenzione. Analizzando invece il punto di vista generazionale, il coinvolgimento di molti giovani imprenditori e tecnici rappresenta una condizione essenziale per favorire la continuità aziendale. Questi aspetti sono in linea con gli obiettivi della PAC 2023-2027 che vogliono migliorare l’azienda sotto i seguenti punti: sostenibilità, innovazione, competitività, e ricambio generazionale. Le principali criticità che sono emerse sono: la forte esposizione alle dinamiche di mercato, infatti, i prezzi vengono spesso determinati da fattori esterni all’azienda, e proprio per questo risulta in aumento anche la concorrenza e infine ci sono elevati costi associati all’introduzione delle nuove tecnologie. A queste criticità si aggiungono anche quelle che sono le incertezze dei cambiamenti climatici e la gestione delle risorse naturali.
Domande di ricerca
• In che modo le caratteristiche territoriali della Pianura Padana influenzano la competitività e lo sviluppo dell’Azienda Agricola Fedeli?
• Quali vantaggi e criticità derivano dall’operare in un territorio ad alta concentrazione di aziende zootecniche?
• Quale contributo ha apportato il ricambio generazionale ai processi di innovazione tecnologica e organizzativa dell’azienda?
• Come l’azienda sta affrontando gli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola e zootecnica?
2. Azione: seconda fase della ricerca-azione
Riportare i dati del questionario compilato durante la field visit
Evidenze raccolte sul campo
Durante la visita presso l'Azienda Agricola Fedeli sono state raccolte informazioni sull'organizzazione aziendale, sulle innovazioni adottate e sulle principali sfide legate alle transizioni ecologica, digitale e generazionale. L'azienda è giunta alla quarta generazione di gestione familiare e il passaggio generazionale è avvenuto con successo, garantendo continuità e sviluppo all'attività. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, è stata valutata la conversione al biologico, ma tale scelta è stata considerata poco compatibile con le dimensioni aziendali e con l'attuale modello produttivo. Un ruolo importante nella crescita dell'azienda è stato svolto dai finanziamenti pubblici. Attraverso le misure del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), l'azienda ha ottenuto un contributo di circa 900.000 euro per la realizzazione di una nuova stalla. Tra le decisioni strategiche affrontate vi è stata quella relativa alla localizzazione degli investimenti: dopo aver acquistato nuovi terreni, è stata valutata la costruzione della stalla nella nuova proprietà, ma per motivi economici e organizzativi si è scelto di mantenerla nell'area già utilizzata. Tra i principali dati produttivi emersi durante la visita, la produzione media di latte è pari a 40-45 litri per capo al giorno. La fase di lattazione dura circa 115-120 giorni e una vacca effettua mediamente 3-4 lattazioni nel corso della propria carriera produttiva. Il ciclo produttivo comprende un periodo di produzione del latte seguito dalla preparazione al parto e dalla fase dedicata al colostro. Il tasso medio di fecondazione è compreso tra 2 e 2,3 interventi per capo. Il costo stimato per la costruzione di una stalla è di circa 10.000 euro per capo e la struttura recentemente realizzata è progettata per ospitare circa 200 animali. L'azienda prevede ulteriori investimenti finalizzati ad aumentare competitività e sostenibilità, tra cui la realizzazione di una nuova stalla per migliorare il benessere animale e l'installazione di impianti fotovoltaici per incrementare l'autonomia energetica. Sul piano dell'innovazione tecnologica, è già operativo un sistema di mungitura robotizzata che monitora i singoli quarti della mammella e interrompe automaticamente la mungitura quando il latte è terminato, migliorando efficienza produttiva e benessere degli animali. La principale criticità segnalata riguarda la difficoltà nel reperire personale qualificato; per questo motivo l'azienda collabora con percorsi di tirocinio e formazione. Un'altra problematica è rappresentata dagli elevati costi energetici. Tra i punti di forza emergono invece il livello tecnologico delle strutture e la forte propensione all'innovazione. L'azienda mantiene inoltre rapporti consolidati con diversi stakeholder del territorio. In particolare, è socia della Centrale del Latte di Milano, alla quale conferisce la produzione lattiera.
3.Osservazione: terza fase della ricerca-azione
Riportare i dati del quadro logico
Contesto
Il contesto in cui l’Azienda agricola Fedeli opera, è un territorio nel lodigiano che registra un’alta vocazione agricola e soprattutto zootecnica, sono presenti terreni fertili, ottima disponibilità idrica e numerose infrastrutture favorevoli alle attività produttive. Questa azienda ha sviluppato un modello integrato in grado di unire coltivazione di riso, allevamento bovino da latte, produzione di carne e produzione di energia da biogas. Le numerose aziende presenti nel territorio rappresentano sia un’ottima soluzione di confronto nel territorio, ma allo stesso tempo anche una fonte di elevata competizione. Il ricambio generazionale degli ultimi anni ha favorito l’introduzione di innovazioni tecnologiche e una maggiore attenzione sull’efficienza produttiva. L’azienda deve ogni giorno confrontarsi con l’aumento dei costi di produzione, l’instabilità del mercato agricolo e la necessità di dover mantenere degli elevati standard in merito alla qualità.
Obiettivo di cambiamento
L’obiettivo di cambiamento che vogliamo proporre, nasce con il rafforzamento della collaborazione delle aziende agricole limitrofe, finalizzato all’ottimizzazione della gestione dei terreni e alla riduzione delle distanze tra i diversi corpi aziendali. Creare una rete territoriale basata su accordi e forme di cooperazione potrebbe dare vantaggio alle aziende e migliorare la distribuzione delle superfici coltivate, con una conseguente riduzione di tempi e costi legati soprattutto agli spostamenti dei mezzi agricoli. Tale approccio potrebbe favorire una maggiore efficienza operativa, un utilizzo più sostenibile delle risorse e specialmente la riduzione dei costi produttivi. Nello specifico, una maggiore collaborazione tra le imprese limitrofe potrebbe migliorare di molto il prodotto locale, è proprio grazie a questo le aziende potrebbero gestire al meglio la loro capacità di affrontare le sfide future e mantenere gli standard qualitativi.
Strategia
Abbiamo pensato di raggiungere l’obiettivo introducendo alcune figure professionali, che siano in grado di gestire al meglio l’introduzione di nuove competenze e il raggiungimento di nuove prospettive, che portino ad una maggiore apertura verso l’innovazione e la collaborazione tra le varie imprese. Un altro suggerimento potrebbe essere un investimento finalizzato a formare continuamente il personale, non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche implementando le capacità del personale, sotto il punto di vista culturale, orientadolo principalmente alla condivisione delle conoscenze, a lavorare in rete e a ricercare delle soluzioni innovative. Con questa strategia è possibile migliorare la dinamicità e la predisposizione al confronto, facilitando la creazione di relazioni stabili con le aziende limitrofe.
Azioni
In base alla strategia proposta, il raggiungimento dell’obiettivo, prevede diverse azioni tra cui soprattutto condivisione di competenze, conoscenze tecniche, e condivisione delle attrezzature, utili a migliorare l’impiego delle risorse già disponibili e specialmente ridurre i costi operativi. Collaborare significherebbe favorire lo scambio tra le varie aziende al fine di adottare soluzioni rapide ed innovative per affrontare le sfide di ogni giorno. Tra le varie azioni considerate potrebbe risultare utile creare una banca dati condivisa, il quale accesso sarebbe consentito alle aziende aderenti alla rete, contenente tutte le informazioni utili riguardanti la produzione, la disponibilità di macchinari, le esigenze operative e le opportunità di mercato. Con questo strumento si potrebbe migliorare la pianificazione delle attività e di conseguenza l’organizzazione. Un’altra azione molto importante che serve ad aumentare il valore della produzione locale potrebbe essere il conferimento di molti più prodotti agricoli e zootecnici alle attività di ristorazione del territorio, in questo modo si creerebbero delle filiere corte e soprattutto si rafforzerebbero le relazioni dirette tra produttore e consumatore. Valorizzare la produzione locale è fondamentale perché in questo modo si potrebbe migliorare il reddito aziendale. Attraverso la creazione di questa rete, risulterebbe più facile l’accesso alle misure di cooperazione previste dalla PAC e ai bandi regionali, nazionali ed europei, in questo caso le aziende partecipanti avrebbero più facilità nello sviluppare progetti comuni, realizzare investimenti condivisi e ottenere maggiori finanziamenti volti a migliorare i vari punti di innovazione sostenibilità e sviluppo territoriale. Ovviamente per garantire l’efficacia di queste azioni è fondamentale prevedere delle attività di monitoraggio e di valutazione periodica, grazie a indicatori condivisi all’interno della banca dati proposta.
Fattori esterni
Per attuare il progetto, bisogna considerare diversi fattori esterni che possono essere sia un’opportunità che un ostacolo. Abbiamo diverse minacce che influenzano continuamente le aziende tra cui la concorrenza del settore agroalimentare, la scarsa capacità delle aziende agricole di incidere direttamente sui prezzi di mercato e gli elevati costi di manutenzione, che però risultano una vera e propria conseguenza alla continua introduzione di nuove tecnologie. Dall’ altro lato le importanti opportunità di sviluppo riguardano principalmente la disponibilità delle risorse idriche, che è un vero e proprio elemento strategico perché permette la continuità delle produzioni sia agricole che zootecniche. La presenza di strumenti di sostegno pubblico, ad esempio le misure della PAC e i bandi dedicati alla cooperazione all’innovazione.
4. Riflessione: quarta fase della ricerca-azione
Compilazione sul sito post mini camp
Risorse necessarie e possibili fonti di finanziamento
Realizzare una rete tra aziende ha bisogno sicuramente di risorse e fonti di finanziamento. Innanzitutto richiederebbe delle risorse umane ben qualificate, precedentemente sono state nominate delle figure di coordinamento utili a facilitare la collaborazione tra imprese e gestione delle attività, inoltre, sono molto importanti sia i consulenti agronomici che i tecnici informatici. Saranno inoltre necessarie le risorse tecnologiche che poi verranno trasformate nel processo di formazione della banca dati comune, da menzionare anche il bisogno di strumenti di comunicazione digitali e sistemi per la condivisione costante dei risultati derivanti dal monitoraggio. Per quello che riguarda i finanziamenti, ovviamente creare una piattaforma condivisa avrà sicuramente dei costi rilevanti, così come la formazione degli operatori e l’acquisto di macchinari da utilizzare in forma condivisa. Per garantire la sostenibilità di tali investimenti, le vie più adatte possono essere le misure di cooperazione previste dal CSR / PAC 2023-2027, oppure, i bandi regionali che sono comunque dedicati alla digitalizzazione delle imprese agricole e allo sviluppo delle filiere corte.
Impatto atteso
La rete di collaborazione proposta potrebbe portare ad avere dei benefici ambientali, economici e sociali. A livello ambientale avremo sicuramente una minor distanza percorsa dai mezzi agricoli e quindi di conseguenza una diminuzione di consumi di carburante ed emissioni, favorendo una gestione migliore delle risorse disponibili. Economicamente la condivisione in tutti i suoi termini contribuirebbe sicuramente a ridurre i costi operativi e logistici, ma al contempo migliorerebbe in generale l’efficienza dell’azienda, e soprattutto grazie alla collaborazione potrebbe essere più semplice accedere ai bandi e alle misure di sostegno. Sul piano sociale vede generalmente la creazione di relazioni tra le varie aziende agricole del territorio che porterebbero ad una crescita personale e culturale che sarebbe ogni giorno in continua evoluzione.
Replicabilità della soluzione
Questa soluzione non è solo per questa azienda, è facilmente adattabile ad altre aziende agricole multifunzionali che presentano al contempo delle problematiche simili, ma che optano a quello che è lo stesso obiettivo di cambiamento. Sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico, che dal punto di vista sociale la rete può essere un’ottima soluzione per tante aziende che vivono la stessa condizione e al contempo offrirebbe una totale apertura all’innovazione.
Riflessione sul metodo
Attraverso l’esperienza del Mini Camp, il gruppo ha appreso a pieno l’applicazione del metodo della ricerca-azione, approfittando del momento volto a formulare le domande utili per la raccolta delle analisi e delle informazioni successivamente sul campo. Il confronto con gli imprenditori dal vivo ci ha permesso di vivere le dinamiche gestionali, economiche ed innovative, che ogni azienda agricola moderna ogni giorno vive. Le principali difficoltà che abbiamo incontrato riguardano generalmente la scelta delle domande per raccogliere poi le informazioni durante la visita, in effetti non sempre è stato semplice individuare la domanda giusta da fare all’imprenditore, ma questo perché le domande possibili erano infinite, così come lo era la curiosità. Uno degli aspetti più belli è stato sicuramente capire come la scelta dell’imprenditore stesso viene influenzata dai vari fattori e come la collaborazione tra varie aziende potrebbe risultare essere un’ottima soluzione. Il confronto diretto sia all’interno del lavoro di gruppo che nei confronti dei responsabili aziendali è stato una delle esperienze più complete che abbiamo realizzato.
Lezioni apprese e limiti dello studio
La lezione che abbiamo appreso durante l’analisi di questo caso studio ci ha permesso di capire come la competizione tra le varie aziende agricole, non dipende esclusivamente dagli investimenti o dalle tecnologie innovative, ma soprattutto dalla banale capacità di costruire una relazione, una collaborazione stabile con il territorio in cui si lavora ogni giorno . Nel nostro caso, abbiamo voluto analizzare come la cooperazione tra le varie aziende limitrofe possa rappresentare un ottimo strumento per la gestione aziendale, per la riduzione dei costi logistici e per favorire uno sviluppo più sostenibile delle realtà agricole presenti. Abbiamo poi analizzato anche il ricambio generazionale che, come abbiamo visto si è confermato un importantissimo fattore per l’analisi di quelle che sono le innovazioni e l’introduzione di nuove tecnologie. I limiti che abbiamo evidenziato durante lo studio sono sicuramente la disponibilità limitata di dati economici e gestionali, infatti la nostra analisi si basa generalmente su quelle che sono informazioni che abbiamo raccolto durante l’intervista e l’osservazione diretta dell’azienda. Di conseguenza, la strategia che abbiamo proposto richiederebbe un ulteriore approfondimento e diverse valutazioni operative per essere concretamente applicata.
5. Materiali e documentazione
Intervista
Fotogallery
Foto cartelloni
6. Gruppo di lavoro
Composizione del gruppo
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Funzione |
|---|---|---|---|---|
| Basilicata | Università degli Studi della Basilicata | Enrico | Mazzaro | |
| Lazio | Università Degli Studi Di Roma La Sapienza | Matteo | Filippi | |
| Molise | UNIMOL – Università degli Studi del Molise | Vittoria | Della Pace | |
| Umbria | Università degli Studi di Perugia | Yuri | Fasci | |
| Lazio | Università Degli Studi Di Roma La Sapienza | Annamaria | Di Lieto |
Validazione elaborato da parte del docente/tutor
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Ruolo |
|---|---|---|---|---|
| Lazio | Università Degli Studi Di Roma La Sapienza | Cesare | Manetti |







































