Ricerca-Azione | Agroecologia e sperimentazione
LA TECNOLOGIA A SERVIZIO DELLE AZIENDE PER UN'AGRICOLTURA PIU' COMPETITIVA E SOSTENIBILE

1: Pianificazione: prima fase della ricerca-azione
Lavoro in gruppi e focus group del giorno 1
Azienda analizzata
Abstract
L’azienda scelta è l’”Azienda Agricola la Querceta” situata del cuore della Puglia e, più precisamente, nei territori di Noci e Putignano. L’azienda è prevalente zootecnica con allevamento di bovini, ovicaprini e suini da carne allo stato brado e circa 200 vacche da latte di razza Frisona prevalentemente Pezzata Bianca. A questo, si aggiunge l’attività di trasformazione, per la produzione di prodotti caseari di vario tipo e salumi, la coltivazione di olivo e di orticole per autoconsumo. Negli ultimi anni, poi, si è aggiunta anche l’attività ricettiva con l’inserimento in azienda di uno spaccio aziendale e di un agriturismo.
Dall’analisi anche del contesto territoriale emerso a seguito del focus group le problematiche principali dell’azienda sono proprio legate al controllo di tutte le parti che costituiscono l’azienda e alla possibilità e raccogliere dati che permettono di migliorare la produttività delle diverse attività.
È pur vero, però, che l’azienda è molto attenta al tema del benessere animale e sicurezza alimentare – come la PAC 2023-2027 – con l’inserimento in azienda di 3 robot da mungitura si effettua un controllo ottimale delle condizioni di salute delle vacche in lattazione.
Le criticità più rilevanti in questo senso sono legate prevalentemente ai capi lasciati liberi al pascolo, per cui, l’enorme estensione dei terreni a pascolo (parliamo di diversi corpi per un’estensione totale di 300 ha) rende difficile il controllo della posizione dei capi e mette a rischio gli stessi dalle specie predatrici: soprattutto i lupi rappresentano un rischio enorme.
Altro elemento da analizzare è l’utilizzo degli scarti della stalla. Ad oggi la frazione solida è utilizzata per il compostaggio, mentre quella liquida per la fertirrigazione. Altre scelte potrebbero essere intraprese per produrre energia elettrica e energia termica da questi sottoprodotti per valorizzare ancora di più lo spirito eco-sostenibile dell’azienda.
Domande di ricerca
Come interagite con i consumatori e come comunicate la vostra sensibilità nei confronti dei temi ambientali?
I prodotti dell'azienda sono venduti in modo diretto, tramite la GDO o tramite altri canali?
Come utilizzate gli scarti di produzione?
Utilizzate DSS in azienda?
Utilizzate un modello di DIGITAL TWIN in azienda?
2. Azione: seconda fase della ricerca-azione
Riportare i dati del questionario compilato durante la field visit
Evidenze raccolte sul campo
L’azienda agricola La Querceta è situata in un’area collinare tra Noci e Putignano, a 372 metri s.l.m. . La produzione comprende principalmente carne fresca, latte e derivati, e olio extravergine di oliva. Nata nel 1980 e pioniera del biologico dal 1997, segue un modello di agricoltura multifunzionale a ciclo chiuso: ogni risorsa prodotta viene trasformata nella sede di Putignano dove sono presenti i laboratori di trasformazione, il caseificio e le cantine di stagionatura. La filosofia dell’azienda è portare nelle case dei consumatori un prodotto sano, di qualità e che rispetti la tradizione; un’attenzione particolare è rivolta anche alla valorizzazione delle razze antiche pugliesi. Conta una superficie di 150 ettari e circa 850 capi di bestiame: - - - 180 bovine da latte di razza Frisona, Bruna Alpina e Pezzata Rossa (però in fase di riduzione); 500 ovicaprini; altri capi di razza Podolica, Angus e maiali allo stato brado Il settore lattiero-caseario costituisce ii ⅔ del fatturato e la produzione di formaggi incide per il 30% sull’export. Per quanto riguarda la carne invece, (con un ritmo di macellazione di 10 bovini e 12 suini a settimana) il commercio risiede principalmente nel mercato interno. La vendita diretta rappresenta il 5% del fatturato totale. La struttura dedita alla trasformazione dispone di alcuni sistemi innovativi tra cui un sistema automatico di mungitura. Il macchinario utilizza un braccio robotico in grado di imparare la conformazione dei capezzoli di ogni singolo animale. Nell’ambito della sostenibilità il siero utilizzato nella produzione casearia acquista nuova vita come integratore per i suini e le deiezioni degli animali, dopo la separazione, vengono sfruttate per i terreni. La frazione liquida deve subire un processo di maturazione per trasformare l’ammoniaca in azoto, dopo di chè viene inviata alla fertirrigazione; la frazione solida invece è utilizzata per migliorare la sostanza organica dei terreni più distanti. In campo energetico si punta alla copertura dei tetti con pannelli fotovoltaici e futuri investimenti in batterie di accumulo. Per quanto riguarda le pratiche abbandonate si accenna alla sostituzione del separato solido nelle cuccette con un mix di calce vergine e paglia per mantenere l’ambiente asciutto ed evitare l’insorgenza di mastiti, a cui sono stati maggiormente suscettibili per un periodo. I punti di forza dell’azienda risiedono nell’utilizzo a 360 gradi del prodotto e nella cura del benessere animale. Quelli di debolezza invece sono la predazione dei lupi sui vitelli, la difficoltosa gestione dei dati con la crescita dell’azienda e, da parte della regione Puglia, la mancanza di finanziamenti specifici per la zootecnia biologica. L’azienda collabora attivamente con il comune di Putignano per le iniziative sociali e con le scuole per i progetti educativi (occupandosi anche del rifornimento per le mense). I suoi principali partner commerciali sono NaturaSì e la ristorazione di qualità.
3.Osservazione: terza fase della ricerca-azione
Riportare i dati del quadro logico
Contesto
• MIGLIORARE DIGITALIZZAZIONE AZIENDA AGRICOLA
• PRESENZA DI FAUNA SELVATICA PREDATORIA
• DIVERSIFICAZIONE PRODUTTIVA E TERRITORIALE
• AUMENTARE BIODIVERSITA'
Obiettivo di cambiamento
• MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DEI DATI ALL'USO DELLA TECNOLOGIA
• SENSIBILIZZAZIONE AL CONTESTO AGROECOLOGICO
• AMPLIARE I CONFINI AZIENDALI
Strategia
• INVESTIMENTI NEL DIGITALE
• IMPLEMENTAZIONE DELL'AGROECOLOGIA NEL CONTESTO AZIENDALE TERRITORIALE
• INVESTIRE IN FORMAZIONE AVVICINANDOSI ALLE UNIVERSITÀ E CORSI TECNICO-PROFESSIONALI
Azioni
• CREAZIONE DEL LAVANDETO CON ANCHE ALTRE PIANTE OFFICINALI
• LASCIARE DEGLI APPEZZAMENTI IN SUCCESSIONE DINAMICA
Fattori esterni
• RIQUALIFICAZIONE DI AZIENDE LIMITROFE
• DIFFICOLTA NEL TROVARE PERSONE QUALIFICATE IN GRADO DI SOSTITUIRE LA FIGURA MANAGERIALE
• PRESENZA DI FAUNA SELVATICA PREDATORIA
4. Riflessione: quarta fase della ricerca-azione
Compilazione sul sito post mini camp
Risorse necessarie e possibili fonti di finanziamento
L'azienda intende sostenere il proprio piano di investimenti attraverso il ricorso a misure di finanziamento previste dal CSR (Complemento di Sviluppo Rurale), cogliendo le opportunità offerte dai bandi regionali dedicati all'innovazione, alla sostenibilità e alla competitività. Tali strumenti consentono di rafforzare la capacità di investimento dell'impresa, favorendo l'introduzione di nuove tecnologie, il miglioramento dei processi produttivi e la crescita sostenibile nel medio-lungo periodo.
Impatto atteso
Gli impatti più rilevanti che ci aspettiamo che l'azienda raggiunga sono principalmente ambientali e sociali.
L'introduzione di appezzamenti in successione dinamica permette di migliorare le caratteristiche chimico-fisiche dei suoli, la biodiversità di specie animali e vegetali presenti e la rigenerazione dei suoli.
La scelta di introdurre un lavandeto in azienda porterebbe invece a diversificare le attività produttive, attirando anche quella fetta di consumatori attratti da un turismo più esperienziale che si lega bene con gli attuali orientamenti produttivi dell'azienda.
Replicabilità della soluzione
Le soluzioni proposte sono abbastanza replicabili in altre realtà aziendali, soprattutto in aziende agricole già ben strutturate e con grandi estensioni.
L'introduzione di appezzamenti in successione dinamica, così come di un lavandeto, può essere realizzata in diverse tipologie di contesti territoriali perchè mira ad una maggiore ecosostenibilità dell'attività produttiva ed a una maggiore attrattività turistica e sociale della stessa.
Riflessione sul metodo
L’esperienza presso l’azienda agricola “La Querceta” è stata molto interessante e formativa. Come gruppo abbiamo visitato le coltivazioni aziendali, osservando le tecniche adottate e i vari comparti dell’allevamento. In particolare, abbiamo potuto osservare la stalla delle bovine da latte con i robot di mungitura, i suini e i loro bovini da carne. È stata inoltre molto significativa la visita delle celle frigorifere, dove ci sono stati mostrati i prodotti aziendali e abbiamo potuto comprendere il funzionamento della filiera. La scoperta più importante è stata comprendere come le diverse attività, dall’allevamento fino alla conservazione e la vendita dei prodotti, siano integrate tra loro.Abbiamocompreso l’organizzazione aziendale, acquisendo una visione concreta del lavoro necessario e degli aspetti da valutare per una gestione efficiente. Durante la visita abbiamodegustato i prodotti aziendali, conoscendo così il risultato del lavoro svolto nei diversi settori,la qualità ed il valore della filiera. Importante l’approccio pratico, che ci ha permesso di entrare nel vivo dell’azienda e di confrontarci con il proprietario, acquisendo nuove conoscenze.
Lezioni apprese e limiti dello studio
L’esperienza ci ha permesso diapprendere il funzionamento di una realtà agrozootecnica lungo l’intera filiera, dalla produzione primaria e post-primaria fino alla trasformazione, e come l’integrazione tra i diversi settori sia fondamentale per l’efficienza aziendale. Inoltre, è stato chiaro il ruolo dell’innovazione tecnologica, come i robot di mungitura, nel migliorare produttività e benessere animale.
L’esperienza ha evidenziato anche i limiti dello studio teorico, che non sempre consente di cogliere la complessità della gestione reale. L’osservazione diretta sul campo ci ha permesso di comprendere aspetti pratici e organizzativi che in aula restano più astratti, rendendo il confronto con la realtà aziendale particolarmente significativo.
5. Materiali e documentazione
Intervista
Fotogallery
Foto cartelloni
6. Gruppo di lavoro
Composizione del gruppo
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Funzione |
|---|---|---|---|---|
| Puglia | Università degli Studi di Bari Aldo Moro | Domenico | Bonasia | RELATORE |
| Campania | Università degli Studi del Sannio di Benevento | Michela Maria | Mottola | FOTO E VIDEO |
| Piemonte | Università degli Studi di Torino | Sara | Scalambra | SCRITTURA QUESTIONARI |
| Sicilia | Università degli Studi di Messina | Marco | Aloise | RACCOLTA INFORMAZIONI |
| Molise | UNIMOL – Università degli Studi del Molise | Luciano | Fusco | COMPILAZIONE CARTELLONI |
| Abruzzo | Università degli Studi dell’Aquila | enrico | sabbi | |
| Calabria | Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria | Lorenzo Giosuè | Borgia |
Validazione elaborato da parte del docente/tutor
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Ruolo |
|---|---|---|---|---|
| - | - | Docente | Test |





































