Ricerca-Azione | Agroecologia e sperimentazione
Rafforzare la resilienza della Querceta attraverso diversificazione multifunzionale, innovazione sociale e valorizzazione del territorio rurale

1: Pianificazione: prima fase della ricerca-azione
Lavoro in gruppi e focus group del giorno 1
Azienda analizzata
Abstract
La Querceta è un’azienda zootecnica biologica pugliese che opera in un contesto rurale caratterizzato da ampie superfici a pascolo e da problematiche tipiche delle regioni meridionali, come cambiamenti climatici, pressione della fauna selvatica, scarsità di risorse idriche e progressivo invecchiamento della popolazione agricola. L’azienda alleva bovini (Podolica, Red Angus e altre razze), suini e ovicaprini, integrando allevamento, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Le attività aziendali risultano coerenti con diversi obiettivi della PAC 2023-2027, in particolare quelli relativi alla tutela dell’ambiente, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla conservazione della biodiversità, al benessere animale e allo sviluppo delle aree rurali. La certificazione biologica, il pascolo turnato, la valorizzazione della razza Podolica, l’autoproduzione dei foraggi e il recupero delle acque reflue rappresentano esempi concreti di pratiche orientate alla sostenibilità. La Querceta rappresenta un esempio di azienda che sta affrontando la transizione verso modelli produttivi più sostenibili e tecnologicamente avanzati, ma che deve confrontarsi con sfide strutturali tipiche del Mezzogiorno, in particolare quelle legate al ricambio generazionale e alla crescente pressione esercitata dai cambiamenti climatici.
Domande di ricerca
Domande tripla transizione aziende (ecologica-digitale-generazionale)
1) Quali sono state le novità dettate dal ricambio generazionale? C’è stata una continuità o la ricerca di una stabilità aziendale?
2) Quali modifiche avete deciso di apportare per diminuire l’emissione di carbonio e limitare gli impatti ambientali?
3) Su quali aspetti vi siete concentrati per stare al passo con i tempi in merito all’innovazione tecnologica? Avete integrato agricoltura di precisione o nuova meccanizzazione?
2. Azione: seconda fase della ricerca-azione
Riportare i dati del questionario compilato durante la field visit
Evidenze raccolte sul campo
L'azienda biologica La Querceta, realtà zootecnica integrata che svolge attività di allevamento, trasformazione e commercializzazione di prodotti lattiero-caseari e carne. La visita ha interessato gli allevamenti bovini, suinicoli e ovicaprini, il caseificio, i locali di stagionatura e le aree destinate al pascolo.
La principale sfida legata alla tripla transizione riguarda la capacità di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e continuità generazionale. Sul piano ecologico, l’azienda deve affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e la gestione dei sistemi produttivi biologici. Sul piano digitale ha introdotto strumenti di zootecnia di precisione, come robot di mungitura e sistemi di monitoraggio degli animali, con prospettive di ulteriore sviluppo attraverso tecnologie di geolocalizzazione e controllo del bestiame. Sul piano generazionale emerge invece una criticità significativa: la difficoltà nel coinvolgere i giovani nel settore agricolo e zootecnico, fenomeno che rischia di limitare il trasferimento delle conoscenze e l’adozione dell’innovazione
L’azienda possiede una SAU di 150 ettari di proprietà e 600 ettari dislocati e circa 850 bovini, di cui 180 in lattazione, circa 600 suini e 500 ovicaprini. È certificata biologica dal 1997 e trasforma internamente gran parte delle proprie produzioni. Mediamente vengono inviati al macello 8-10 bovini e 10-12 suini a settimana.
Tra le pratiche e tecnologie osservate figurano il pascolo libero e turnato, l’allevamento estensivo e semibrado, la mungitura robotizzata, sistemi digitali per il rilevamento dei calori, il monitoraggio degli animali e procedure automatizzate per la prevenzione delle mastiti. L’azienda punta inoltre sul benessere animale e sulla riduzione dell’uso di antibiotici attraverso pratiche preventive.
I principali punti di forza dichiarati sono la filiera integrata, la valorizzazione della razza Podolica, la qualità delle produzioni biologiche, la diversificazione delle attività (agriturismo, degustazioni e visite didattiche) e la forte domanda di mercato per i prodotti aziendali. Le criticità riguardano invece i vincoli paesaggistici che limitano nuove costruzioni, i danni provocati dai lupi e dalla fauna selvatica, la scarsa disponibilità di finanziamenti per la zootecnia biologica e le difficoltà nel ricambio generazionale.
Tra gli stakeholder citati dall’azienda figurano la Regione Puglia, ISMEA, NaturaSì, le scuole coinvolte nelle attività educative, i consumatori, gli ospiti dell’agriturismo.
3.Osservazione: terza fase della ricerca-azione
Riportare i dati del quadro logico
Contesto
I dati raccolti durante la study visit presso La Querceta mostrano che l’elevata diversificazione aziendale - allevamento, trasformazione lattiero-casearia e carne, agriturismo, attività didattiche ed eventi - e grazie a queste l’azienda ha costruito una filiera integrata capace di generare valore aggiunto e ridurre la dipendenza dalla sola produzione primaria. Per rispondere al tema-problema, potrebbe essere ulteriormente rafforzata la delega di funzioni specialistiche, favorendo l’inserimento di nuove competenze manageriali e digitali. Inoltre, sarebbe utile ampliare le attività rivolte al territorio, ai consumatori e alle categorie fragili attraverso iniziative di agricoltura sociale, turismo esperienziale e servizi educativi. Queste azioni contribuirebbero a migliorare la resilienza economica dell’azienda, creare nuove opportunità di reddito e consolidare il legame con la comunità locale.
Obiettivo di cambiamento
Le azioni proposte potrebbero determinare un incremento della redditività aziendale grazie alla creazione di nuove fonti di reddito complementari alle attività zootecniche tradizionali. La diversificazione aziendale verrebbe rafforzata attraverso l’ampliamento dei servizi offerti, come attività didattiche, turismo esperienziale, laboratori culinari e iniziative di agricoltura sociale, valorizzando ulteriormente le risorse aziendali e territoriali. Inoltre, una maggiore distribuzione delle responsabilità e il coinvolgimento di competenze specialistiche consentirebbero una gestione più efficiente delle diverse attività. Nel complesso, questi cambiamenti aumenterebbero la resilienza aziendale, riducendo la dipendenza da un’unica fonte di reddito e migliorando la capacità dell’impresa di adattarsi alle variazioni del mercato, alle difficoltà produttive e alle sfide future del settore agricolo.
Strategia
Per favorire un cambiamento duraturo, la strategia proposta consiste nel rafforzare il legame tra azienda agricola e territorio, valorizzando il ruolo multifunzionale dell’agricoltura. In particolare, si suggerisce di promuovere forme di agricoltura sociale che coinvolgano categorie vulnerabili, come detenuti, persone svantaggiate o lavoratori extracomunitari, favorendone l’inclusione sociale e lavorativa. Parallelamente, l’azienda potrebbe sviluppare servizi sociali agricoli e attività rivolte alla comunità locale, integrando la produzione agroalimentare con funzioni educative, formative e ricreative. Questa strategia consentirebbe di ampliare l’impatto sociale dell’azienda, rafforzarne il radicamento territoriale e creare nuove opportunità economiche, contribuendo al tempo stesso alla sostenibilità sociale e alla resilienza del sistema aziendale.
Azioni
Per attuare la strategia proposta, l’azienda potrebbe ampliare la propria multifunzionalità attraverso una serie di iniziative capaci di generare valore economico e sociale. Una prima azione consiste nello sviluppo di una fattoria didattica, destinata a scuole, famiglie e gruppi organizzati, con attività educative legate all’allevamento biologico, alla trasformazione del latte e alla sostenibilità ambientale.
Parallelamente, si potrebbe rafforzare il turismo esperienziale già presente in azienda mediante percorsi guidati, degustazioni, partecipazione alle attività agricole e laboratori tematici, favorendo una maggiore conoscenza del territorio e delle produzioni locali. Un ulteriore intervento riguarda l’implementazione della linea casearia attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione del latte. In particolare, il siero potrebbe essere destinato alla produzione di amminoacidi o integratori proteici in polvere, trasformando uno scarto in una nuova fonte di reddito e promuovendo un modello di economia circolare.
L’azienda potrebbe inoltre organizzare laboratori culinari dedicati alla preparazione e valorizzazione dei propri prodotti, coinvolgendo turisti, scuole e comunità locali. Infine, l’introduzione di attività di pet therapy e agricoltura sociale consentirebbe di offrire servizi a persone fragili, anziani, minori o soggetti con disabilità, rafforzando la funzione sociale dell’impresa agricola e il suo radicamento nel territorio.
Nel complesso, queste azioni contribuirebbero ad aumentare la diversificazione aziendale, migliorare la redditività e rafforzare la resilienza economica e sociale dell’azienda.
Fattori esterni
Nonostante l'Azienda sia un realtà ben consolidata nell'ambito del panorama regionale, l’efficacia della strategia proposta potrebbe essere influenzata da diversi fattori esterni, quali la difficoltà all’accesso ai finanziamenti per l’innovazione e la digitalizzazione, l’evoluzione della normativa PAC, la disponibilità di competenze professionali qualificate e la mancanza di infrastrutture digitali e non nel territorio. La performance aziendale potrà essere condizionata dalla volatilità dei prezzi del mercato agroalimentare, dall’aumento dei costi di produzione, dall'instabilità del contesto geo-politico, dagli effetti dei cambiamenti climatici. Parallelamente, la crescente attenzione dei consumatori verso prodotti biologici, tracciabili e legati al territorio, nonchè verso forme di turismo rurale ed esperienziale, può costituire un’importante opportunità di sviluppo dell'intero territorio, contribuendo a rafforzare la competitività e il posizionamento dell’azienda.
4. Riflessione: quarta fase della ricerca-azione
Compilazione sul sito post mini camp
Risorse necessarie e possibili fonti di finanziamento
La Querceta rappresenta un esempio virtuoso di azienda agricola che ha già investito con successo nell’innovazione e nella crescita aziendale, beneficiando di strumenti di sostegno quali PSR, credito d’imposta al 45%, Credito Sud 2024, ZES Unica 4.0 e bandi INAIL, che hanno consentito l’acquisto di macchinari e l’ammodernamento delle attività produttive. Partendo da questa solida base, il futuro sviluppo dell’azienda potrebbe essere sostenuto dagli interventi del CSR Puglia 2023-2027. In particolare, SRD01 favorirebbe ulteriori investimenti in strutture e tecnologie innovative; SRD02 e SRA30 consentirebbero di rafforzare sostenibilità ambientale e benessere animale; SRD03 supporterebbe la diversificazione attraverso fattorie didattiche, agricoltura sociale, pet therapy e turismo esperienziale. Tali opportunità contribuirebbero ad aumentare redditività, competitività e resilienza aziendale.
Impatto atteso
L’accesso alle misure SRD01, SRD02, SRA30 e SRD03 potrebbe consolidare il percorso di crescita già intrapreso da La Querceta, aumentando competitività, sostenibilità e capacità di innovazione. Gli investimenti in tecnologie per la zootecnia di precisione, nel caseificio e nell’efficientamento energetico migliorerebbero l’efficienza produttiva e la redditività aziendale. Parallelamente, gli interventi per il benessere animale, la gestione delle risorse idriche e la biosicurezza rafforzerebbero la resilienza dell’azienda di fronte ai cambiamenti climatici e alle nuove esigenze del mercato. La diversificazione attraverso fattoria didattica, turismo esperienziale, agricoltura sociale, pet therapy e laboratori culinari consentirebbe inoltre di creare nuove fonti di reddito, valorizzare il territorio e rafforzare il rapporto con la comunità locale. Nel complesso, queste misure favorirebbero uno sviluppo multifunzionale, sostenibile e duraturo dell’azienda.
Replicabilità della soluzione
La soluzione proposta presenta un elevato potenziale di replicabilità in molte aziende agricole italiane, in particolare nelle realtà zootecniche e multifunzionali delle aree rurali. Gli interventi di diversificazione, agricoltura sociale, turismo esperienziale e valorizzazione delle produzioni aziendali possono essere adattati a contesti territoriali differenti, generando benefici ambientali, economici e sociali. Dal punto di vista ambientale, favoriscono un uso più efficiente delle risorse e una maggiore sostenibilità delle attività produttive. Sul piano economico, consentono di diversificare il reddito e ridurre la dipendenza dalle sole produzioni agricole. Sul piano sociale, rafforzano il legame con il territorio, promuovono inclusione e occupazione e valorizzano il patrimonio rurale. Inoltre, la presenza di strumenti di sostegno analoghi nel CSR e nei Programmi di Sviluppo Rurale regionali rende tali interventi concretamente applicabili anche in altre realtà agricole italiane.
Riflessione sul metodo
L’approccio della ricerca-azione si è rivelato particolarmente efficace perché ha permesso di combinare osservazione diretta, raccolta di informazioni e progettazione di possibili interventi migliorativi. Il contatto con gli imprenditori e gli altri stakeholder ha consentito di comprendere non solo i dati tecnici ed economici delle aziende visitate, ma anche le dinamiche decisionali, le strategie adottate e le sfide affrontate quotidianamente. Questo metodo ha favorito una maggiore consapevolezza della complessità del settore agricolo e della necessità di elaborare soluzioni concrete e applicabili.
Una delle principali difficoltà è stata raccogliere e sintetizzare una grande quantità di informazioni in tempi limitati, individuando gli aspetti più rilevanti rispetto al tema della tripla transizione ecologica, digitale e generazionale. Inoltre, nel caso della Querceta, è stato complesso individuare criticità significative, poiché l’azienda si presenta come una realtà solida, ben strutturata, innovativa e già orientata alla diversificazione e alla sostenibilità. Questo ha richiesto uno sforzo maggiore nell'identificare margini di miglioramento realistici e coerenti con il contesto aziendale.
Tra le scoperte più significative emerge il ruolo della diversificazione aziendale come strumento di resilienza economica e sociale, nonché l’importanza dell’innovazione tecnologica, dell’accesso ai finanziamenti pubblici e della collaborazione con il territorio. Ha funzionato bene il confronto diretto con gli stakeholder e il lavoro di gruppo, che ha permesso di integrare competenze e punti di vista differenti.
In futuro sarebbe utile dedicare più tempo all’analisi dei dati raccolti e al confronto con un numero maggiore di attori territoriali, così da approfondire ulteriormente le possibili strategie di sviluppo e la loro applicabilità in contesti diversi.
Lezioni apprese e limiti dello studio
Lo studio ha evidenziato come la competitività delle aziende agricole moderne non dipenda esclusivamente dalla produzione primaria, ma dalla capacità di integrare innovazione, diversificazione e forte legame con il territorio. La Querceta ha mostrato come l’accesso ai finanziamenti pubblici, l’adozione di tecnologie per la zootecnia di precisione, la trasformazione aziendale dei prodotti e la multifunzionalità possano aumentare resilienza e redditività. Un’altra lezione appresa riguarda l’importanza della collaborazione tra impresa, comunità locale e istituzioni per favorire lo sviluppo rurale.
Tra i limiti dello studio vi sono il ridotto tempo disponibile per la raccolta dei dati e l’analisi approfondita delle informazioni economiche aziendali. Inoltre, trattandosi di un’azienda particolarmente strutturata e virtuosa, è stato difficile individuare criticità rilevanti e valutare quanto le soluzioni proposte siano applicabili a realtà agricole più piccole o con minori risorse finanziarie e organizzative.
5. Materiali e documentazione
Intervista
Fotogallery
Foto cartelloni
6. Gruppo di lavoro
Composizione del gruppo
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Funzione |
|---|---|---|---|---|
| Calabria | Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria | Matteo | Sbaglia | Moderatore gruppo |
| Puglia | Università del Salento | Luigi | Ragusa | Gestione Google Form e Compilazione Caso Studio |
| Campania | Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli | Lorenza | Fargnoli | Domande Prima Persona |
| Puglia | Università degli Studi di Foggia | Nicola | Rutigliano | Raccolta dati sul campo e risposte degli Stakeholder |
| Abruzzo | Università degli Studi di Teramo | Alice | Canzano | Compilazione Cartelloni |
| Sicilia | Università degli Studi di Messina | Maria | Casella | Foto e Video |
| Molise | UNIMOL – Università degli Studi del Molise | Francesco | Paradiso | Revisore materiale Scritto |
| Sicilia | Università degli Studi di Palermo | Carmelo | Brunetto | Supporto alle attività di rilevamento e monitoraggio |
Validazione elaborato da parte del docente/tutor
| Regione | Ateneo | Nome | Cognome | Ruolo |
|---|---|---|---|---|
| Sicilia | Università degli Studi di Palermo | Riccardo | Testa | Docente, Tutor e Revisore |






























